Nell’attuale fase di transizione dell’economia e della politica appare sempre più difficile fare riferimento ad un "modello veneto" dai contorni univoci. I diversi contributi raccolti nel volume, esito della comune riflessione di storici, economisti, sociologi, ma anche di protagonisti del mondo dell’impresa e della vita pubblica, riescono tuttavia a tratteggiare e a sviluppare una serie di peculiarità "venete". Ricostruire una adeguata coscienza storica è la premessa necessaria per poter delineare meglio le sfide che la classe dirigente veneta sarà chiamata ad affrontare nell’immediato e per avere una concreta possibilità di governare con basi solide gli attuali scenari della globalizzazione.

Il modello veneto fra storia e futuro. A cura di O. Longo, F. Favotto, G. Roverato, Edizione Il Poligrafo, Padova 2008. euro 25

Per l’acquisto del volume rivolgersi all’editore.

I diversi argomenti di studio presentati nei saggi contenuti in questo volume restituiscono i multiformi interessi di Sergio Bettini, che nell’arco di una lunga carriera accademica fu docente di Archeologia cristiana, Filologia bizantina, Storia dell’arte medioevale e moderna, Numismatica, Storia della critica d’arte, Estetica, Storia dell’arte mussulmana e copta.

Ricordando Sergio Bettini. A cura di F. Barnabei, Edizione Il Poligrafo, Padova 2007. euro 20

Volgarizzazione di Lazzaro de’ Malrotondi del De traditione Padue ad Canem Grandem anno MCCCXXVIII mense septembris et causis precedentibus

 

L’uso del volgare padovano - eccezzion fatta per pochissimi documenti risalenti al Duecento e comunque di origine incerta - si attesta nel corso del secolo XIV. Legato soprattutto alla presenza della signoria dei Carraresi, il volgare entra proggressivamente nei documenti pubblici, negli statuti corporativi, nelle cronache della citta, e segna sull’ultimo scorcio del secolo un bilancio decisamente positivo.Agli inizi del Quattrocento anche Francesco Novello lo preferisce al latino e lo usa nella sua corrispondenza privata. Vi sono quindi uone possibilità che il volgarizzamento firmato da Lazzaro de’ Malrotondi del De traditione Padue ad Canem Grandem anno MCCCXXVIII mense septembris et causis precedentibus, scritto da Albertino Mussato alla fine degli anni venti del del Trecento, fosse stato commissionato - nonostante il suo palese carattere di libello anticarrarese - proprio dalla signoria locale, come testimonierebbe una volta di più l’impegno del padovano, usato a dispetto delle origini trevigiane del traduttore. Nel De traditione vengono esposti gli avvenimenti successivi all’arrivo di Marsilio da Carrara, divenuto signore di Padova nel 1325: appoggiato dall’Imperatore, Marsilio aveva represso con forza la dissidenza delle famiglie nemiche, senza riuscire tuttavia a consolidare il suo potere, tanto da favorire alla fine l’avvento a Padova dell’avversario scaligero nella persona di Cangrande. Tra gli esiliati, lo stesso Mussato, che avrebbe rimproverato a Marsilio al perdita della libertà comunale. Il testo, qui riprodotto in edizione critica da Aulo Donadello, restituisce un documento di eccezionale importanza sotto il profilo linguistico e storico, frutto della gloriosa stagione culturale veneta tra Preumanismo e periodo comunale.

Della donason de Pava fatta a Cangrande a cura di A. Donadello, Edizione Il Poligrafo, Padova 2008. euro 23

I saggi contenuti in questo volume raccontano due storie parallele. quella dell’autore, innanzitutto, che li ha scritti e pubblicati durante quarant’anni di esercizio della professione medica; e quella della medicina, rincorsa dalle origini fino ai giorni nostri, con metodo e scrupolo, per offrire spunti di riflessione a chi ha consuetudine con la disciplina, ed esempi ricchi di valore formativo a vi si è avvicinato da poco. La varietà dei temi affrontati - dalla concezione di alcune importanti malattie nel mondo antico, all’anatomia del Medioevo, alla nascita della moderna medicina nel Rinascimento, fino alle scoperte scientifiche avvenute alle soglie del mondo attuale - è inspirata al principio che la storia della medicina, strumento al servizio della scienza, deve poggiare su una solida competenza medica, che tuttavia non può prescindere da quello sguardo critico con cui chi conosce il passato deve necessariamente guardare al presente, praticando, come afferma lo stesso autore, "una scelta di campo". Ippocrate, Galeno, Fabrici d’Acquapendente, Harvey sono alcune delle figure che testimoniano questo percorso della scienza medica attraverso i secoli e le innovazioni pratiche e tecnologiche.

Storie di medici e di medicina di G. Ongaro, Edizione Il Poligrafo, Padova 2008. euro 26

Verso la metà degli anni Ottanta l’amministrazione comunale di Borgoricco, piccolo centro dell’Alta padovana, incaricava Aldo Rossi - uno dei protagonisti assoluti dell’architettura italiana del Novecento - di redigere un progetto per l’edificio pubblico per eccellenza: il Municipio. Iniziava così un percorso che avrebbe portato ad una realizzazione che rispecchia in modo chiaro le originali concezioni dell’analisi urbana e della progettazione architettonica di Rossi. Non si tratta soltanto della costruzione di u architetto famoso: il Municipio di Borgoricco, per la sua complessità compositiva, rimane un importante esempio di un modo di interpretare l’architettura che ha segnato un epoca.

Aldo Rossi a Borgoricco, a cura di Chiara Visentin, Edizione Il Poligrafo, Padova 2009. euro 16

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