I diversi argomenti di studio presentati nei saggi contenuti in questo volume restituiscono i multiformi interessi di Sergio Bettini, che nell’arco di una lunga carriera accademica fu docente di Archeologia cristiana, Filologia bizantina, Storia dell’arte medioevale e moderna, Numismatica, Storia della critica d’arte, Estetica, Storia dell’arte mussulmana e copta.

Ricordando Sergio Bettini. A cura di F. Barnabei, Edizione Il Poligrafo, Padova 2007. euro 20

Volgarizzazione di Lazzaro de’ Malrotondi del De traditione Padue ad Canem Grandem anno MCCCXXVIII mense septembris et causis precedentibus

 

L’uso del volgare padovano - eccezzion fatta per pochissimi documenti risalenti al Duecento e comunque di origine incerta - si attesta nel corso del secolo XIV. Legato soprattutto alla presenza della signoria dei Carraresi, il volgare entra proggressivamente nei documenti pubblici, negli statuti corporativi, nelle cronache della citta, e segna sull’ultimo scorcio del secolo un bilancio decisamente positivo.Agli inizi del Quattrocento anche Francesco Novello lo preferisce al latino e lo usa nella sua corrispondenza privata. Vi sono quindi uone possibilità che il volgarizzamento firmato da Lazzaro de’ Malrotondi del De traditione Padue ad Canem Grandem anno MCCCXXVIII mense septembris et causis precedentibus, scritto da Albertino Mussato alla fine degli anni venti del del Trecento, fosse stato commissionato - nonostante il suo palese carattere di libello anticarrarese - proprio dalla signoria locale, come testimonierebbe una volta di più l’impegno del padovano, usato a dispetto delle origini trevigiane del traduttore. Nel De traditione vengono esposti gli avvenimenti successivi all’arrivo di Marsilio da Carrara, divenuto signore di Padova nel 1325: appoggiato dall’Imperatore, Marsilio aveva represso con forza la dissidenza delle famiglie nemiche, senza riuscire tuttavia a consolidare il suo potere, tanto da favorire alla fine l’avvento a Padova dell’avversario scaligero nella persona di Cangrande. Tra gli esiliati, lo stesso Mussato, che avrebbe rimproverato a Marsilio al perdita della libertà comunale. Il testo, qui riprodotto in edizione critica da Aulo Donadello, restituisce un documento di eccezionale importanza sotto il profilo linguistico e storico, frutto della gloriosa stagione culturale veneta tra Preumanismo e periodo comunale.

Della donason de Pava fatta a Cangrande a cura di A. Donadello, Edizione Il Poligrafo, Padova 2008. euro 23

I saggi contenuti in questo volume raccontano due storie parallele. quella dell’autore, innanzitutto, che li ha scritti e pubblicati durante quarant’anni di esercizio della professione medica; e quella della medicina, rincorsa dalle origini fino ai giorni nostri, con metodo e scrupolo, per offrire spunti di riflessione a chi ha consuetudine con la disciplina, ed esempi ricchi di valore formativo a vi si è avvicinato da poco. La varietà dei temi affrontati - dalla concezione di alcune importanti malattie nel mondo antico, all’anatomia del Medioevo, alla nascita della moderna medicina nel Rinascimento, fino alle scoperte scientifiche avvenute alle soglie del mondo attuale - è inspirata al principio che la storia della medicina, strumento al servizio della scienza, deve poggiare su una solida competenza medica, che tuttavia non può prescindere da quello sguardo critico con cui chi conosce il passato deve necessariamente guardare al presente, praticando, come afferma lo stesso autore, "una scelta di campo". Ippocrate, Galeno, Fabrici d’Acquapendente, Harvey sono alcune delle figure che testimoniano questo percorso della scienza medica attraverso i secoli e le innovazioni pratiche e tecnologiche.

Storie di medici e di medicina di G. Ongaro, Edizione Il Poligrafo, Padova 2008. euro 26

Verso la metà degli anni Ottanta l’amministrazione comunale di Borgoricco, piccolo centro dell’Alta padovana, incaricava Aldo Rossi - uno dei protagonisti assoluti dell’architettura italiana del Novecento - di redigere un progetto per l’edificio pubblico per eccellenza: il Municipio. Iniziava così un percorso che avrebbe portato ad una realizzazione che rispecchia in modo chiaro le originali concezioni dell’analisi urbana e della progettazione architettonica di Rossi. Non si tratta soltanto della costruzione di u architetto famoso: il Municipio di Borgoricco, per la sua complessità compositiva, rimane un importante esempio di un modo di interpretare l’architettura che ha segnato un epoca.

Aldo Rossi a Borgoricco, a cura di Chiara Visentin, Edizione Il Poligrafo, Padova 2009. euro 16

1981 M. Pastore Stocchi, III e LXI; A. Balduino, XXXII; M. Santagata, XXIII.

1982 A. Noferi, CXXVII; J. A. Baber, CXIII; L. Blasucci, LXVI.

1983 G. Capovilla, LII, LIV, CVI, CXXI; R. Baher, XV; C. Segre, CXXIV, CXCVIII; E. Bigi, CXXIX.

1984E. Bonora, LXXI, LXXII, LXXIII; A. Noyer-Weidner, I.

1985 E. Pasquini, CCCLIX; M. L. Doglio, CXC.

1986 D. De Robertis, CLXXVI, CLXVIII; A. Daniele, CCLV.

1987 R. Bettarini, CCLXVIII; G. Gorni, CCCLXVI; V. Fera, CLXXXVI, CLXXXVII; V. Zaccaria, Presenze del Petrarca nel Boccaccio latino.

1988 M. David, CXXVI; L. Renzi, C, CCXIII, CCXXIV, CCCLI; M. Martelli, LVII.

1989 G. Baldasarri, CCCLX; M. Picone, CLXXXIX.

1990 P. Boyde, CCLXXII, CCLXXXIX; M. Perugi, CCVI.

1991 E. Bigi, CCXLIX, CCL, CCLI; C. Berra, CCCXXXII; P. Cerchi, LXVI; C. Galimberti, XVI; F. Breugnolo, Libro d’autore e forma-canzoniere: implicazioni petrarcesche.

1992 E. Quaglio, CCXCII; N. Mann, Il Petrarca giardiniere (CCXXVIII); D. Dutschke, TriumphusCupidinis III.

1993 L. Lazzarini – G. Belloni, Gianni Floriani e il suo "Francesco Petrarca. Memorie e cronache padovane."; F. Suitner, La fisionomia stilistica del Canzoniere e osservazioni sul testo del Contini; A. Daniele, La canzone ’Mai non vo’ più cantar com’io soleva’ (CV).

1994 M. Pastore Stocchi, I sonetti del guanto (CXCIX, CC, CCI); K. W. Hempfer, La canzone CCLXIV, il Secretum e il significato del Canzoniere di Petrarca; G. Capovilla, Petrarca e l’ultima canzone di Dante; V. Branca, Intertestualità tra Petrarca e Boccaccio.

1995 S. Carrai, Il devinalh di Petrarca: Rerum Vulgarium fragmenta CXXXIV; A. Balduino, La ballata XI.

1996 M. Vitale, La lingua del "canzoniere" di F. Petrarca; K. Stierle, Il sonetto CCCLIII.

1997 G. Orelli, Il sonetto del Po (RFV CLXXX); C. Griggio, Forme dell’invettiva in Petrarca; M. Picone, Il sonetto LXII.

1998 P. Trovato, Sull’attribuzione di "Di ridere ò gran voglia" (Dispense CCXIII) Con una nuova edizione del testo; T. Zanato, Il sonetto CCCXLIV; B. Bartolomeo, Solea da la fontana di mia vita (RVF CCCXXXI)e dintorni; M. L. Doglio, Il sonetto CLXVIII.

1999 D. De Robertis, Il trittico del "T" (RVF 315, 316, 317); E. M. Duso, Petrarca e i Rimatori veneti del trecento; V. Zaccaria, La difesa della poesia: dal Petrarca alle "Genealogie" del Boccaccio.

2000 N. Tonelli, I sonetti I e III del RVF; G. Frasso, Per la fortuna dell’originale dei RVF; D. Goldin Folena, Il sonetto CCXLVII; G. Velli, Petrarca, Dante, la poesia classica: ne la stagion che’l ciel rapido inchina (RVF L) e io son venuto al punto de la rota (RIME C).

2001 G. Regn, L’altravia, Umanesimo, filosofia e poesia nel canzoniere di Petrarca (Su RVF VII). G. Ferroni, La fenice di Petrarca (sonetto CLXXXV e altri testi). C. Zampese, Connessioni di tipo petrarchesco nella lirica di Quattro e Cinquecento.

2002 M. Bianco, Fortuna metrica del Petrarca nel Cinquecento: la canzone CCVI; M. Praloran, La canzone CXXV (Se ’l pensier che mi strugge); E. Sanguineti, Il sonetto XIX (Son animali al mondo); G. Velli, Alfieri lettore del Petrarca.

2003 M. Guglielmetti, Il sonetto XII (Se la mia vita da l’aspro tormento); E. Strada, Suggelli ingegnosi. Per un avvio d’indagine sullo stile sentenzioso del Petrarca; M.L. Doglio, Il sonetto CCXL (l’ò pregato Amor, e ’l ne riprego).

2004 - G. Giorni, La canzone XXIII (Nel dolce tempo); E. Sanguineti, Il sonetto 19 (Son animali al mondo); E. Pasquini, La sestina CXLII (A la dolce ombra).

2005 - Ugo Dotti, La canzone CCCLX (Quel’antiquo mio dolce empio signore); Stefano Carrai, La sestina XXII (A qualunque animale alberga in terra); Kristen I. Grimes, A proposito di Rvf CCLXXXV (Né mai pietosa madre): Petrarca tra Laura e Monica.

2006 - Enrico Fenzi, La canzone CCLXX (Amor, se vuò ch’i’torni al giogo anticho); Tiziano Zanato, Il sonetto XXXIV (Apollo, s’ancor vive il bel desio).

2007 - Saverio Bellomo, La sestina CCXIV (Anzi tre di); Luca Zuliani, Il Sonetto CCCXIX (I dì miei più leggier’ che nessun cervo); Paola Vecchi, I sonetti del labirinto: Rvf CCXI e CCXXIV.

2008 - Riccardo Drusi, Il sonetto CLIV (Le stelle, il cielo et gli elementi a prova); Beatrice Bartolomeo, Petrarca e i rimatori padovani del Quattrocento: trafile tematiche; Carla Molinari, La canzone XXIX (verdi panni, sanguigni, oscuri e persi).

*Per l’acquisto dei volumi rivolgersi alla casa editrice LEO S. OLSCHKI Editore - FIRENZE.

AA.VV., Omaggi. Galileo Galilei per il terzo centenario della inaugurazione del suo insegnamento nel Bò. Padova 1892.

AA.VV., Pubblicazioni liviane e galileiane a ricordo delle celebrazioni del 1942. Supplemento al volume LIX (1942-43) delle Memorie di Scienze morali Lettere ed Arti. Padova 1943.

AA.VV., Convegno sugli aspetti tecnici ed economici della produzione e dell’impiego dei mangimi. Padova - maggio 1956. Supplemento al volume LXVIII (1955-56) di Atti e Memorie. Padova 1956.

AA.VV., Celebrazioni del 250° anniversario della nascita di B. Franklin. Padova - 2 dicembre 1956. Supplemento al volume LXIX (1956-57) di Atti e Memorie. Padova 1958.

AA.VV., Basi storiche e prospettive dello sviluppo di Padova. Atti del Convegno di studi, Padova 25-26 aprile 1959. Padova 1959.

AA.VV., Il metodo sperimentale in biologia da Vallisneri ad oggi. Atti del simposio internazionale, Padova 29-30 settembre - 1 ottobre 1961. Padova 1961.

AA.VV., Giovanni Poleni (1683-1761) nel bicentenario della sua morte. Atti del convegno di studi, Padova - 17 dicembre 1961. Padova 1961.

G. LORENZONI, Lorenzo da Bologna. Neri Pozza, Venezia 1963.

A. MAGGIOLO, I soci dell’Accademia Patavina dalla sua fondazione (1599). Padova 1983.

D. VALERI, L’Accademia dei Ricovrati alias Accademia Patavina di Scienze Lettere ed Arti. Padova 1987.

A. MAGGIOLO, Aggiornamento I soci dell’Accademia: lettere A-B; estratto dal volume CXII (1999-2000) degli Atti e Memorie dell’Accademia Galileiana di SS. LL. AA. in Padova.

A. MAGGIOLO, Aggiornamento I soci dell’Accademia: lettere C-D; estratto dal volume CXIV (2001-2002) degli Atti e Memorie dell’Accademia Galileiana di SS.LL.AA in Padova.

A. MAGGIOLO, Aggiornamento I soci dell’Accademia: lettere E-FA; estratto dal volume CXV (2002-2003) degli Atti e Memorie dell’Accademia Galileiana di SS.LL.AA in Padova.

A. MAGGIOLO, Aggiornamento I soci dell’Accademia: lettere FE-GE; estratto dal volume CXVII (2004-2005) degli Atti e Memorie dell’Accademia Galileiana di SS.LL.AA in Padova.

A. MAGGIOLO, Aggiornamento I soci dell’Accademia: lettere GH-H; estratto dal volume CXVIII (2005-2006) degli Atti e Memorie dell’Accademia Galileiana di SS.LL.AA in Padova.

In queste pagine il lettore vedrà trasparire un volto nuovo del Cremonini, potrà cogliere, di riflesso, i nodi dottrinali più forti del suo pensiero, i valori che lo appassionano: il grande tema cosmico del divenire; l’intransigente difesa della “statalità” dei corsi università, che vanno difesi dall’ingerenza dei privati; una lucida coscienza della romanità e della cristianità delle regioni dell’alta Italia; una religiosità, intesa come naturale civile e politica, sentita; alcuni temi schiettamente umanistici (quali la dignità dell’uomo e la forza della sua ragione).

Contenuti formulati con un pathos composto e in uno stile generalmente sobrio e piacevole.

Cesare Cremonini. Le orazioni. A cura di A. POPPI, Antenore, Padova 1998.

Mercoledì 29 ottobre si è tenuta l’attesa relazione del professor Federico Faggin in occasione del XIV seminario di tecnologia dell’informazione. Una Sala del Guariento gremita ha accolto un pubblico composto di cittadini e accademici che hanno seguito con partecipe e costante attenzione l’articolata lectio magistralis esposta, con ampiezza di orizzonte argomentativo, da colui che passerà alla storia come il padre del primo microprocessore al mondo, che ha esposto presso l’Accademia Galieliana di SS, LL e AA la sua relazione sul tema “la natura della realtà”.

La prima parte della conferenza

Un viaggio concettuale che ha preso le mosse dalle prime idee seminali sulla natura della realtà, nelle tradizioni spirituali indiane, che si è diretto verso la filosofia greca, il cristianesimo, per spingersi fino al dualismo cartesiano tra mente e materia del XVII secolo. Ancora, il concetto è stato indagato nella sua evoluzione tra il XVIII e il XIX secolo, in seguito alle rivoluzioni industriale ed informatica.

La seconda parte della conferenza

E tutto questo percorso, questa storia della filosofia, secondo il professore, conduce in una direzione precisa che tende a delineare una nuova visione del mondo improntata sulla consapevolezza come concetto primordiale, già presente nell’energia di cui tutto è fatto. Un discorso che ha fatto valere all’accademico il bonario epiteto di “sommo eretico” da parte di alcuni colleghi. Al professor Faggin è stato poi assegnato il diploma di socio onorario dell’Accademia, in seguito all’elezione del consiglio accademico nell’adunanza del 15 marzo 2014.

L'Accademia

L'Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti, già Patavina, erede della “Accademia dei Ricovrati”, costituitasi in Padova il 25 novembre 1599, ha la propria sede nel trecentesco palazzo dei Signori da Carrara.

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